Il video del mio intervento nella conferenza stampa di oggi

Inviato su mar 29, 2012 in Comunicati, Video | 2 commenti

Clicca sull’immagine per vedere il video. Di seguito la trascrizione del mio intervento.

Per Chiodi Iacona di Presa Diretta fa disinformazione, la Gabanelli fa scandalismo, il Centro e Rete 8 fanno sciacallaggio e chi, come me, rappresenta in Consiglio Regionale il 42,67% degli abruzzesi, rispetto al 48,82% che rappresenta lui, non avrebbe la “dignita’” di essere ospitato in cosi’ tante occasioni da un giornale.

Chiodi ha poi dichiarato, sempre ieri, di avere “un concetto etico di giornalismo” e di considerare inaccettabile l’informazione senza mancanza di replica.

Non ha, pero’, completato l’espressione del suo pensiero e non ha potuto precisare che la replica gli va bene solo se e’ lui a dover replicare ad altri e che il suo ideale di informazione, quella che considera etica, e’ quella costruita attorno al sistema teramano di Teleponte che, inondata negli ultimi tempi di raccolta pubblicitaria, anche di origine pubblica, diffonde solo ed esclusivamente il punto di vista suo e quello di Tancredi & co. (ieri mi dicono che la sua conferenza stampa avrebbe inondato come uno tsunami il palinsesto).

Quando poi qualcuno, stimolato dalla sua ormai nota allergia alla trasparenza (ancora oggi non sono pubblicati gli incarichi che ha riconosciuto, dopo una strenua resistenza, di aver conferito al suo socio di studio Tancredi) decide di metterlo con le spalle al muro immediatamente, esattamente come fece Del Turco, Chiodi fa scattare il meccanismo del vittimismo e del presunto attacco ai suoi danni dei poteri forti, come se a fare il Presidente della Regione, quando il centrosinistra era scomparso dalla scena ed il centrodestra era in vantaggio del 25% sui sondaggi, ce lo avessero messo i poteri deboli.

C’e’ pero’ una differenza, in termini di presupposti, tra l’autodifesa di Del Turco e quella di Chiodi.

Seppure solo sul piano teorico, Del Turco avrebbe avuto la possibilita’ di allargare i cordoni della borsa ed i “poteri forti” avrebbero avuto, di conseguenza, la possibilita’ di pretenderlo; diversamente, invece, quand’anche lo avesse voluto, in quanto vincolato al Piano di Rientro, Chiodi non avrebbe avuto la possibilita’ di allargare in modo significativo i cordoni della borsa ed i poteri forti non avrebbero avuto, di conseguenza, la possibilita’ di pretenderlo.

Dunque, Chiodi sarebbe vittima dell’attacco di chi non avrebbe ottenuto da Chiodi cio’ che, pur volendolo, Chiodi non avrebbe mai potuto dargli.

Almeno secondo la sua ricostruzione; la realta’, invece, e’ che Chiodi vorrebbe l’informazione abruzzese ridotta al livello di quella teramana di Teleponte.

Nel merito, poi, delle risposte fornite alle domande dell’Italia dei Valori ed alle sue dichiarazioni di contorno, Chiodi non smentisce la sua fama di mistificatore della verita’, una fama che lo rende sempre meno credibile per l’opinione pubblica e che legittima l’esercizio di un diritto/dovere di critica sempre piu’ stringente, da parte dell’informazione libera.

Lo dice anche la giurisprudenza, quando si sofferma sulle ipotesi di diffamazione: maggiore e’ il comportamento omertoso dei personaggi pubblici su questioni di oggettivo interesse pubblico, piu’ esteso e’ il diritto del giornalista di incalzare e di spingersi anche in forme particolarmente incisive di critica politica.

In particolare, tolti i “non so nulla”, sui quali siamo costretti a credergli sulla parola, chi ha letto le sue risposte e le sue dichiarazioni non ha potuto non rilevare che:

NON E’ VERO CHE CIPRO NON E’ PIU’ UN PARADISO FISCALE DAL 2009

Cipro e’ stato tolto dalla black list con decreto ministeriale del 27.7.2010, quando tutte le operazioni che hanno dato origine all’inchiesta, dalla costituzione delle societa’, alle procure speciali, sino alle triangolazioni finanziarie erano gia’ abbondantemente perfezionate.

NON E’ VERO CHE IL SUO STUDIO PROFESSIONALE NON E’ STATO PERQUISITO

Lo ha rivelato il PM, citando esplicitamente perquisizione e sequestro delle carte di queste due societa’ presso lo studio Tancredi.

NON E’ VERO CHE IL DR. CARMINE TANCREDI E’ SOLO UN SUO COLLEGA DI STUDIO

Il Dr. Carmine Tancredi e’ infatti un socio del Presidente della Regione nell’esercizio dell’attivita’ professionale ed e’ anche un politico (ex assessore al bilancio del Comune di Teramo) ed una persona investita di rilevantissime responsabilita’ pubbliche dallo stesso Chiodi (Abruzzo Engineering, BEI, Jessica ed altro ancora), che lo ha scelto spiegando agli abruzzesi di averlo fatto perche’ si fida totalmente di quello che fa.

NON E’ VERO CHE LA CAMPAGNA STAMPA E’ DURATA TANTO PER DENIGRARLO E PER COLPIRE LA SUA IMMAGINE

E’ durata esattamente il tempo in cui e’ durato il suo rifiuto di rispondere a domande che investono – e’ bene precisarlo – fatti di straordinaria gravita’ che si sarebbero determinati all’interno del suo studio e/o con il decisivo apporto del suo socio. Se Chiodi avesse risposto un’ora dopo, la campagna sarebbe durata esattamente un’ora.

NON E’ VERO CHE CHIODI E’ RIUSCITO A NON CONTRARRE ALTRI DEBITI

Chiodi semplicemente non poteva contrarre altri debiti, perche’ i vincoli operativi e legislativi del Piano di Rientro, cui e’ sottoposta la Regione Abruzzo, glielo hanno impedito. E solo chi non e’ intellettualmente onesto, puo’ rivendicare come merito personale cio’ che invece e’ stato obbligato a fare dalla legge.

NON E’ VERO CHE CHIODI HA RIDOTTO IL DEBITO DELLA SANITA’

Il debito della sanita’ e’ stato ridotto solo dagli abruzzesi e dalle maggiori tasse che sono stati costretti a pagare, con le quali la Regione sta pagando le rate dei mutui. E se si pagano le rate dei mutui e’ evidente che, progressivamente, si riduce il capitale da restituire e l’indebitamento.

In pratica il debito se lo stanno pagando i cittadini, che Chiodi dovrebbe ringraziare tutti i giorni per i sacrifici che sopportano, come fanno i suoi colleghi (ad esempio il Governatore delle Marche); mentre Chiodi pretende incredibilmente che siano gli abruzzesi a ringraziare lui !!!.

La verità e’ che Chiodi ha remato contro, tanto e’ vero che con lui si e’ registrato un aumento mostruoso del prelievo fiscale, nonostante la crisi (Euro 2.694 milioni per l’anno 2010, Euro 2.778 milioni per l’anno 2011, Euro 2.865 milioni per l’anno 2012 – fonte “Chiodi”, allegato al bilancio preventivo delle entrate) ed una crescita incontrollata della spesa corrente (quasi 400 milioni in piu’ per il 2012, rispetto alle stime del 2011 – fonte “Chiodi”, bilanci di previsione pluriennali).

Dunque se aumenta il prelievo fiscale ed aumenta la spesa pubblica, non si capisce cosa di sensazionale avrebbe fatto Chiodi, addirittura di anticipatorio, rispetto a quello che sarebbe facendo a livello nazionale Monti.

Vero e’, invece, che Chiodi non ha fatto nulla, ma proprio nulla, considerato che il Piano di Rientro che si sta realizzando e’ quello della precedente amministrazione e che del suo nuovo Piano Sanitario, per il quale il Governo lo ha messo in mora sin da luglio 2011, non c’e’ traccia.

* * * * * * *

In pratica e’ la prima volta che nella mia vita vedo un politico rivendicare i meriti degli effetti di una azione amministrativa, senza avere adottato un solo atto presupposto che ha dato origine all’azione amministrativa medesima.

Dunque Chiodi e’ davvero un caso unico; beneficiato da un colpo di fortuna che lo ha posto ad un livello di responsabilita’ obiettivamente incompatibile con la sua mediocrita’; e cio’ nonostante portatore di un livello di presunzione personale talmente elevato da renderlo, ripeto, un fenomeno unico.

Talmente unico da aver capito di non potersi ripetere e che, proprio per questo, prepara da tempo la sua fuga su Roma.

* * * * *

Quanto, infine, alla partita del crac Di Pietro, per mettere davvero la parola fine Chiodi potrebbe chiedere al suo socio di studio di rendere pubbliche le parcelle emesse nel corso degli anni per tutte le complesse attivita’ di consulenza che avrebbe prestato in favore dei soggetti coinvolti e delle relative societa’; ovviamente parlo di fatture emesse prima che esplodesse il caso; quelle postume sortirebbero l’effetto contrario.
Sarebbe un contributo di chiarezza decisivo, del quale prenderei atto senza se e senza ma.

 

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