Pescara e Chieti in lite per una salma

Inviato su lug 11, 2012 in Comunicati | 0 commenti

La discussione in corso sul futuro delle province di Pescara e Chieti sconta una evidente debolezza “culturale”, prima ancora che politica.

L’Italia e’ il primo paese al mondo per numero di soggetti pubblici chiamati a gestire le medesime funzioni amministrative; dunque il paese che ha il numero maggiore di centri di spesa (noti anche come “centri di costo discrezionale”) per fare esattamente le stesse cose.

Potrei fare innumerevoli esempi, ma basta limitarsi al turismo, che oggi in Italia promuovono, spesso senza neppure parlarsi, Stato, E.n.i.t., Regioni, Province, Comuni, Circoscrizioni, Comunita’ montane, Pro Loco, Sistemi Turistici Locali, decine di migliaia di associazioni private finanziate con risorse pubbliche ed in parte ancora l’A.P.T.R..

Un fiume di denaro speso senza logica, senza programmazione scientifica, senza misuratori oggettivi di efficacia della spesa, senza addirittura la possibilità di escludere che gli investimenti, ove incompatibili tra loro, possano risultare controproducenti ed azzerare tra loro i rispettivi effetti.

Di fronte a questa situazione la domanda che dovrebbero porsi i miei colleghi politici e’ la seguente: puo’ ancora l’Italia permettersi che l’esercizio di funzioni amministrative sia cosi’ frammentato e, di conseguenza, oneroso ed inefficace?

Io sostengo di no ed e’ per questo che se un ente tecnicamente morto, quale e’ oggi l’Ente provincia (si consulti in proposito lo studio pubblicato sul mio blog il 21 aprile scorso) avra’ la sua sede a Pescara o a Chieti a me interessa zero; perche’ zero e’ la produttivita’ che oggi una provincia puo’ esprimere a vantaggio dei cittadini e delle imprese.

Il problema e’ che quando sviluppo queste riflessioni, che poi sono quelle della persona comune che incontri per strada, mi scontro con l’indifferenza del resto dei partiti ed anche di una parte significativa del sistema dell’informazione: quasi che solo noi dell’Italia dei Valori (e nessun altro) fossimo chiamati ad occuparsi di cio’ che interessa davvero i cittadini e le imprese !

Del resto, se cosi’ non fosse, la politica locale risponderebbe al taglio delle province non certo litigandosi una inutile “location”, bensi’ consentendo la celebrazione del referendum per dare ai cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore la possibilita’ di decidere se diventare insieme la capitale dell’Adriatico o se continuare ad essere tre comuni marginali ed emarginati da qualsiasi contesto “sovra regionale” (per i benefici diretti ed indiretti della fusione si consulti lo studio pubblicato sul sito www.pescaramontesilvanospoltore.it).

Ma in questo modo crollerebbero in solo colpo alcune centinaia di postazioni di potere lautamente pagate.

Meglio per tutti, allora, resistere al cambiamento ed affidarsi alle consuete ed affidabili armi di “distrazione di massa”, alimentando la ridicola contrapposizione campanilistica su chi ospitera’ le spoglie delle province di Pescara e Chieti!

 

 

Continua

I dati analitici sulla mobilita’ passiva della ASL di Chieti confermano gli errori di valutazione di Chiodi

Inviato su dic 6, 2011 in Comunicati | 1 commento

Continua

Provincie: “non solo inutili, ora persino litigiose”

Inviato su ott 5, 2011 in Comunicati | 0 commenti

Continua

Presentato un emendamento “blocca-pedaggi” al pdl sui Consorzi Industriali in discussione domani in Consiglio Regionale

Inviato su lug 11, 2011 in Comunicati | 3 commenti

Continua

Non commentabili le dichiarazioni di Febbo su Arcivescovo Chieti

Inviato su giu 9, 2011 in Comunicati | 0 commenti

Continua