Nella Marsica la democrazia è sospesa

Inviato su feb 15, 2013 in Comunicati, Elezioni politiche 2013 | 0 commenti

Di seguito il resoconto del mio intervento tenuto nel corso della conferenza stampa appena conclusa ad Avezzano, nella sala del Consiglio comunale.

In un paese normale la maggioranza governa e l’opposizione controlla e denuncia; l’informazione insegue e svela i fatti; i cittadini onesti denunciano; e quelli che non rispettano le leggi rispondono dei loro reati o delle loro attivita’ illecite.
Nella Marsica, invece, la maggioranza e l’opposizione PD-PDL si spartiscono il potere e, dunque, non si controllano; l’informazione, salvo poche eccezioni, registra i fatti solo dopo che hanno prodotto i loro effetti nefasti sulla comunita'; i cittadini onesti che denunciano le malefatte degli amministratori pubblici finiscono sotto inchiesta della Magistratura e quelli che violano sistematicamente e da anni le leggi ricevono premi per la loro onorata carriere di amministratori infedeli al mandato ricevuto dai cittadini.
Lo scandalo del CAM (Consorzio Acquedottistico Marsicano), la società’ pubblica che gestisce il servizio idrico integrato – che non e’ certo l’unico scandalo che ha devastato questo territorio – e’ la prova conclamata di quello che ho appena affermato
C’e una società’ pubblica che dovrebbe gestire gli interessi dei cittadini e che, invece, da anni gestisce gli interessi privati dei partiti che l’hanno lottizzata.
C’e una base di Sindaci azionisti di centrodestra che per anni ha incoronato Presidente un amministratore del Partito Democratico, mai messo in discussione e solo di recente spostato dal suo ruolo di controllato (comitato di gestione) a quello di controllore (comitato di sorveglianza).
Ci sono Sindaci azionisti – non tutti, ma tantissimi – che dovrebbero esercitare il controllo sulla gestione della società’ pubblica e che, invece, barattano il loro voto in assemblea o il loro silenzio con assunzioni illecite, con le peggiori pratiche clientelari o con qualche manciata di euro di investimenti realizzati nel recinto territoriale dei loro personalissimi interessi elettorali.
Ci sono Sindaci azionisti che hanno ceduto al CAM la riscossione delle bollette dell’acqua dei cittadini e, con esse, della quota da destinare per il pagamento dei mutui e che impudentemente fanno pagare per la seconda volta agli stessi cittadini gli stessi mutui, facendoli gravare sui bilanci dei loro Comuni.
Ci sono i proventi delle bollette destinati agli investimenti sulla rete che vengono distratti per le peggiori pratiche clientelari, incluse le assunzioni inutili, con la conseguenza che le reti, nonostante decine di milioni di euro incassati, sono ancora un colabrodo ed il costo di erogazione del servizio e’ il piu’ alto d’Italia.
Ci sono i proventi delle bollette destinati alla depurazione incassati e distratti per finalita’ diverse e clientelari, con interi Comuni lasciati da anni nella impossibilita’ di risolvere il problema.
Ci sono decine, forse centinaia di casi di assunzioni operate in violazione della legge regionale 23/04 che vieta le assunzioni senza concorso pubblico e nessuno, inclusi autorita’ giudiziaria e Corte dei Conti, che abbia mosso un dito.

Ci sono amministratori comunali che dovrebbero controllare gli amministratori della società’ che sono essi stessi amministratori della società’, cumulando le funzioni di controllore e controllato.
Ci sono denunce inoltrate da anni anche alla Corte dei Conti, che ormai, se mai interverra’, chiudera’ i cancelli solo quando tutti i buoi saranno scappati.
E poi ci sono quelli – comitati, associazioni, cittadini comuni, IdV, altre forze politiche (per dirla con due parole, Rivoluzione Civile) ed informazione libera – che da anni denunciano queste malefatte e che proprio per questo si ritrovano sotto inchiesta, senza che nessuno si sia mai posto il problema di accertare seriamente se quello che denunciano da anni e’ vero o non e’ vero; mentre i denunciati sono stati lasciati liberi di completare il loro percorso di illegalita’, sino a produrre un debito mostruoso di oltre 50 milioni di euro, che oggi compare sulle cronache dei giornali come se fosse nato dal nulla e non gia’ da responsabilita’ macroscopiche degli amministratori.

In pratica si assiste ad una strutturale, continuata e reiterata violazione di leggi, senza che nessuno abbia paura.

Magari si ha paura di qualcun altro, di chi gestisce il potere, ma non si ha paura di violare la legge, quasi fosse un prerequisito senza il quale non si puo’ entrare nel giro.
Ebbene, qualcuno puo’ dire che nella Marsica si pratica la democrazia?
Noi di Rivoluzione Civile diciamo di no. E non da oggi, ma da anni, con una serie innumerevole di iniziative (ricordo quella denominata “i vampiri dell’acqua” qui ad Avezzano) che, se solo fossero state appena ascoltate, di certo avrebbero potuto evitare questo salasso ai danni delle famiglie e delle imprese Marsicane.

Parlo di salasso perché’, direttamente o indirettamente, con le bollette o in altro modo, attraverso i bilanci dei Comuni, questa storia si concluderebbe come tante altre storia del paese: con i furbi ed i disonesti che l’avranno fatta franca e con la povera gente che dovra’ pagarne le conseguenze.

Ribadito, quindi, che se ognuno avesse fatto anche solo in parte il proprio dovere tutto questo non si sarebbe determinato, basta andare a leggere tra le pieghe del verbale del consiglio di gestione del 14.1.2013 per capire come nel corso degli anni dal dramma si sia passati al delirio puro.

Una società’ privata che ha un debito di qualche migliaia di euro per contributi e ritenute e’ cacciata a calci nel sedere dalla pubblica amministrazione che indice appalti, non puo’ riscuotere i propri crediti dallo stato e dagli enti pubblici, subisce ogni genere di vessazione da parte del fisco ed in breve tempo salta.

Quando, invece, e’ il pubblico a diventare impresa, come nel caso del CAM, con 5 milioni di euro di debiti per contributi e ritenute si conserva il diritto a pretendere dai cittadini il pagamento delle bollette e si continua ad operare come se nulla fosse accaduto.
Le banche ti affidano per decine di milioni di euro perché nel patrimonio hai iscritto e supervalutato le reti idriche che appartengono ai comuni e sono impignorabili, i crediti che iscrivi in bilancio in parte sono finti perche’ prescritti ed in parte sono ormai inesigibili.
E persino l’Ato, oggi commissariato dalla Regione, che dovrebbe controllare perché’ affidatario della gestione del servizio, invece di cacciarti a pedate nel sedere, di denunciarti, di avviare azioni di responsabilita’ e di risarcimento dei danni, chiude entrambi gli occhi, ogni tanto scrive due righe solo per far vedere e nella sostanza fa finta di nulla, a dimostrazione di come non siano i singoli, ma un vero e proprio sistema a governare questi processi di saccheggio dei risparmi di cittadini ed imprese.
Rivoluzione Civile vuole, invece, che a pagare sia chi ha sbagliato e non i cittadini.
Vuole che, prima di chiunque altro, gli amministratori che hanno commesso abusi, ne paghino le conseguenze e che quelli che avrebbero dovuto controllare e non l’hanno fatto, ne paghino pure le conseguenze.
In pratica vuole che il rispetto della legge da disvalore torni ad essere un valore che vincola l’operato di chiunque eserciti funzioni pubbliche.
Per questo, domenica, dalle 9,30 in poi saremo presenti in 4 Piazze dei Comuni di Luco dei Marsi (Piazza Umberto I), Celano (Piazza IV Novembre), Avezzano (Piazza della Repubblica) e San Benedetto dei Marsi (Piazza Risorgimento) con i candidati di Rivoluzione Civile, i consiglieri regionali, i consiglieri comunali, i militanti per promuovere attraverso una petizione una raccolta di firme per articolare in denuncia tutto quello che in questa sede ho solo accennato e per ottenere una volta per tutte giustizia ed evitare che a pagare gli errori dei soliti siano ancora i cittadini, con il previsto salasso che rischiano di subire nelle prossime bollette dell’acqua.

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