6 Mar 2010 NON POSSIAMO RESTARE FERMI
Questa notte è morta la democrazia in Italia, seppellita da un Governo che, con il contributo del Presidente della Repubblica, ha cambiato le regole del gioco quando la partita era già iniziata, sanando per “decreto” le irregolarità e le violazioni che non avevano consentito alle liste del PdL di prendere parte alle competizioni elettorali in Lazio ed in Lombardia. Io sono stato educato e formato al rispetto delle regole, alla consapevolezza che chi sbaglia deve assumersi la responsabilità dei proprio errori ed accettarne le conseguenze, anche per essere di esempio per gli altri. Oggi, invece, per preparare i miei figli alle uniche forma di convivenza possibile in questo modello di società violento e selvaggio, dovrei spiegare loro che l'onestà non paga, che i reati o non vengono scoperti o non portano alle condanne, che sbagliare non comporta nulla, se sei potente ed hai la forza di trovare una scorciatoia. Ma io non riesco neppure ad immaginare la possibilità di rassegnarmi e di conseganare alle nuove generazioni questo futuro. Ecco perché non riesco a restare fermo, come credo altre migliaia di cittadini che credono ancora nei principi fondamentali della nostra Costituzione e che non consocono nel loro vocabolario la parola “rassegnazione”. Alle 15.00 di oggi ho dato appuntamento a pochi amici al Comune di Pescara, e a tutti quelli che vorranno partecipare, dentro la sala civica, per iniziare a valutare insieme come organizzare la nostra protesta e come coordinarla con le iniziative che a breve saranno organizzate anche a Roma. Ovviamente non ho chiesto il permesso a nessuno. Se qualcuno proverà a contestarmelo chiederò a Berlusconi un decreto per consentirmi di sanare il ritardo nella presentazione della domanda. |