Questa mattina io ed i consiglieri regionali dell' Italia dei Valori abbiamo tenuto una conferenza stampa dal titolo 'Un anno di opposizione', presso la sala 'Silone' del Consiglio Regionale a L'Aquila.
L’esigenza della conferenza stampa è nata in primo luogo da un senso di repulsione politica maturato a seguito delle mistificazioni inaccettabili rappresentate e illustrate ieri da Chiodi nella conferenza stampa di fine anno.
La moralità di un politico, il suo profilo etico, si esprimono anche sulla base della onestà intellettuale e della veridicità di ciò che rappresenta ai cittadini e soprattutto in base alla corrispondenza tra ciò che si è detto e ciò che si è fatto.
E Chiodi, ieri, ha dato prova di essere privo di etica politica.
Chiodi, in questo anno, ha fatto tre sole cose.
La prima: ha semplicemente dato esecuzione a ciò che leggi già in vigore lo obbligavano ad eseguire.
La seconda: ha aperto qualche cassetto degli uffici regionali, tirando fuori vecchi disegni di legge - alcuni dei quali addirittura inapplicabili - presentandoli al Consiglio regionale per l’approvazione.
La terza: si è limitato ad eseguire ciò che gli atti di indirizzo politico proposti dall’opposizione, e votati dal Consiglio regionale, lo hanno obbligato ad eseguire.
Nel primo blocco rientrano: la riduzione delle ASL, la bonifica delle discariche, lo stesso Piano Casa (approvato dal Consiglio in un testo completamente difforme da quello predisposto dalla Giunta).
Nel secondo blocco rientrano: Piano energetico, leggi in materia di amianto, di apprendistato, di artigianato e di urbanistica.
Nel terzo blocco rientrano, infine, il commissariamento degli enti strumentali regionali e il blocco degli insediamenti petroliferi.
Rispetto a questi fatti, incontestabili, che non esprimono nulla di nuovo e soprattutto nulla di attribuibile a Chiodi, lo stesso Chiodi ha aggiunto di suo una ulteriore operazione “fantasia”, spacciando come nuova legge sugli accreditamenti delle cliniche private la norma che concede 6 mesi di tempo al Gruppo Villa Pini per vendere la struttura ed all’europarlamentare del Pdl per trattare al meglio le condizioni dell’eventuale acquisto.
L’Abruzzo si trova sostanzialmente di fronte a due emergenze ed a due difficoltà strutturali di bilancio, che Chiodi non ha mai affrontato e che richiedono interventi di assoluta priorità.
Le due emergenze sono: il terremoto e la carenza di infrastrutture.
Su questi due aspetti Chiodi non solo non ha fatto nulla, ma neanche ha ritenuto di spendere più di qualche parola, facendo improvvisamente scomparire ieri dalla sua bacheca di trofei anche l’Intesa di 6 miliardi di euro, siglata a maggio 2009, sbandierata a ridosso di ogni campagna elettorale.
Anche sulla tragica vicenda del terremoto parlano i fatti: Chiodi assumerà le funzioni di commissario a partire dal 1° febbraio, ma non è riuscito a incidere minimamente su tutto quanto avvenuto fino ad oggi. La ‘passerella’ del terremoto, sulla quale è stato spesso in numerosa compagnia, gli è servita solo per evitare un tracollo nei giudizi negativi che in condizioni normali sicuramente avrebbe registrato.
Gli unici atti relativi al terremoto (zona franca e L’Aquila Capitale europea della cultura) sono stati approvati su proposta dell’opposizione.
Per quanto riguarda le due difficoltà strutturali del bilancio: Sanità e Trasporti, esse rappresentano il 95% della spesa regionale e dunque il cuore e l’essenza stessa di ogni possibile intervento di qualsiasi amministratore regionale, peraltro rientranti nella specifica e piena competenza della Regione.
In questi 12 mesi, su Sanità e Trasporti, Chiodi non ha mosso un dito e non ha spostato una virgola.
Le uniche cose che ha spostato sono state le poltrone dei direttori generali e dei commissari, innescando un contenzioso con i vecchi direttori che costerà ai contribuenti abruzzesi qualche milione di euro di danni.
Non è dato conoscere nulla in merito alla riorganizzazione dei Trasporti, la bozza di riforma pronta per essere attuata è ormai carta straccia. I consigli di amministrazione delle società di trasporto regionale, che tanti erano prima delle sua elezione, tanti sono rimasti oggi.
L’Italia dei Valori boccia Chiodi in primo luogo per i suoi contorsionismi intellettuali, perché un presidente di Regione non può arrivare al punto di mistificare la realtà in questo modo. Anche questa è etica e moralità della vita pubblica e forse ne costituisce il presupposto essenziale, un patrimonio che dovrebbe appartenere a chiunque si impegni nella vita pubblica, sia di destra, di centro o di sinistra, ma che Chiodi ha ormai dimostrato di non possedere”.