26 Gen 2010

IL PROCESSO BREVE UCCIDE ANCORA L'AQUILA

Queste ragioni mi impediscono moralmente di unirmi ai ringraziamenti del PD e del PdL al Governo, alla Protezione civile, per quello che e' stato fatto all'Aquila; i ringraziamenti si fanno a chi ti ha dato qualcosa senza averti prima tolto nulla.
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Pubblico di seguito l'intervista che oggi ho rilasciato all'agenzia di stampa Asca.

'Il processo breve serve solo a risolvere i problemi di Berlusconi con la giustizia'. Carlo Costantini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale d'Abruzzo, non ha alcun dubbio: 'Per evitare l'ennesimo processo, il presidente del Consiglio sceglie ancora una volta la strada della devastazione del sistema giudiziario'. 'Lo strumento in questa occasione - spiega meglio Costantini - e' quello che definiscono del processo breve, di un processo cioe' che dovrebbe durare meno rispetto al passato. Quello che pero' non dicono - puntualizza - e' che se il termine 'durata' implica un arco temporale con un inizio ed una fine, la norma non dovrebbe applicarsi ai processi gia' iniziati, per i quali l'arco temporale e la durata potrebbero essersi interamente consumati al momento dell'entrata in vigore della legge. Per questi processi, le nuove norme, non potendo intervenire su una durata di fatto gia' interamente consumata, si risolverebbero in una sorta di amnistia generalizzata'. 'E non lo dicono - afferma l'esponente dell'IdV - perche', con l'ausilio di mezzi di informazione ormai totalmente asserviti, sperano di contenere al massimo la possibilita' che i cittadini si accorgano che il processo breve e' utile solo ad una persona: Silvio Berlusconi'.
Carlo Costantini e' convinto che i timori, espressi in questi giorni dai familiari delle vittime del terremoto dell'Aquila su un'eventuale 'cancellazione' dei processi a carico dei responsabili dei crolli, siano reali. 'Ma per risolvere i problemi di Berlusconi - ribadisce ancora - il PdL non ha esitato, in Senato, a mettere in discussione alcune tra le inchieste giudiziarie piu' importanti degli ultimi anni.
E tra queste, appunto, spiccano, in Abruzzo, quelle in corso all'Aquila per accertare le responsabilita' di chi ha determinato la strage della Casa dello Studente, del Convitto e di altri stabili nei quali hanno perso la vita decine di cittadini'. E poi: 'Il diritto alla giustizia, seppure garantito dalla nostra Costituzione, deve essere sacrificato dai familiari delle vittime in nome di un interesse superiore, quello della difesa del Premier dal rischio di subire il destino di chiunque delinque, essere condannato da un Tribunale'.
Secondo Costantini 'i morti dell'Aquila vogliono ammazzarli per la terza volta: la prima e' stata alcuni anni fa, quando hanno consentito la costruzione di fabbricati completamente privi degli standard minimi di sicurezza; la seconda quando, nei giorni immediatamente antecedenti la scossa del 6 aprile, li hanno quasi costretti a restarsene dentro le case che poco dopo gli sarebbero crollate addosso; la terza volta, infine, vorrebbero ammazzarli adesso, impedendo che la Magistratura accerti definitivamente le responsabilita' penali ed i loro familiari conseguano i risarcimenti civili, dopo che lo Stato ha negato loro qualsiasi forma di indennizzo'. 'E' bene, infatti, ricordare ancora - fa notare il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori - che la Protezione civile, che pure ha incassato donazioni per decine di milioni di euro, anche da parte di persone convinte che sarebbero servite ad indennizzare i familiari delle vittime del sisma, non ha fino ad oggi destinato un centesimo ai figli, alle mogli e, in generale, ai parenti di chi, non potendo piu' contare sul reddito del familiare rimasto sotto le macerie, ha visto al dolore aggiungersi la perdita di ogni speranza nel futuro'.
'Queste ragioni - conclude Costantini - mi impediscono moralmente, prima ancora che politicamente, di unirmi ai ringraziamenti del PD e del PdL al Governo, alla Protezione civile e allo Stato, per quello che e' stato fatto all'Aquila; i ringraziamenti si fanno a chi ti ha dato qualcosa senza averti prima tolto nulla e qui, a molti, hanno addirittura tolto la vita'.